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Tutti gli animali selvatici sono un patrimonio indisponibile dello Stato e sono tutelati nell'interesse della comunità nazionale ed internazionale, per cui nessuno può disporne liberamente e la loro tutela è nell’interesse di tutti i cittadini.

 

Il fotografo naturalista:

 

  • Deve rispettare le regole di comportamento degli animali, così da non interferire con i cicli della loro vita;
  • Deve rispettare la flora, la fauna e gli habitat, e deve soprattutto informarsi sulla fragilità dell’eco- sistema del territorio che è intenzionato a fotografare;
  • Deve rispettare i bisogni degli animali, soprattutto non cercare di fotografarli durante la cova; devono quindi essere evitate tutte quelle azioni che mettono in pericolo la sopravvivenza dei soggetti, specie i nidiacei e gli animali nel loro periodo di riproduzione, quando sono particolarmente sensibili alla presenza dell’uomo;
  • Deve utilizzare obiettivi appropriati per fotografare gli animali selvatici; se un animale mostra di essere turbato dalla nostra presenza, spostiamoci più lontano e utilizziamo obiettivi con focali adatte a fotografare dalla lunga distanza.

 

La conoscenza approfondita della natura, degli animali e delle piante permette al fotografo di disporre di un bagaglio culturale che gli consente di rendere il suo modo di fotografare, e di conseguenza il suo stile, molto più personale e preciso. Solo così il fotografo saprà muoversi in situazioni in cui sono necessari estrema delicatezza, tatto, sensibilità, amore e rifiuto di metodi che non rispettano pienamente l’animale, anche a costo di rinunciare allo scatto. E questo è un concetto opposto alla cosiddetta “caccia” fotografica: il fotografo naturalista non è cacciatore, ma sempre amico rispettoso dell’essere vivente che intende fotografare.